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La grande valanga

Teatro
Venerdì 9 ore 17:00
Sala S. Giovanni
Via Roma 4

la grande valanga 2Compagnia Anna Bolens (Torino) elaborazione drammaturgica di Piero Marcelli con Anna Marcelli, Ivana Valla, Daniela Marcelli, Piero Marcelli; voci Guido Ruffa, Ivan Alovisio; collaborazione tecnica Silvia Corino, Carla Marchisio, Rino Lucania foto Vincenzo Massari, Francesco Scalzo in collaborazione con Biblioteca Nazionale del Club Alpino Italiano, Museo Nazionale della Montagna "Duca degli Abruzzi" CAI - Torino.

Gli archivisti torinesi hanno riscoperto da poco nuovi documenti sul caso straordinario che alla metà del Settecento attirò l'attenzione di tutta Europa su di un piccolo borgo della valle Stura. È il caso della ragazza e delle due donne ritrovate vive trentasette giorni dopo la caduta della valanga che il 19 marzo 1755 distrusse il paese di Bergemoletto presso Demonte.

È grazie all'abile elaborazione drammaturgica di Piero Marcelli, operata scrupolosamente sulla base dei documenti originali, che noi possiamo rivivere il dramma e il suo relativamente lieto fine. È come se ascoltassimo i racconti dalla viva voce dei protagonisti. Sentiamo infatti la voce non solo delle tre vittime, Anna Maria, Anna e Margherita, ma anche del medico Ignazio Somis che studiò l'evento dal punto di vista scientifico, e quella del conte Nicolis di Brandizzo regio intendente della provincia di Cuneo.

E attraverso le loro parole vediamo e sentiamo il bimbo Antonio che non sopravvive a lungo sotto la neve, il capofamiglia Giuseppe Rocchia che non cessa di scavare alla ricerca dei suoi cari, il cappellano don Giulio Cesare Emanuel che per primo lancia l'allarme, i trecento uomini delle comunità vicine che accorrono per portare aiuto, infine gli animali anch'essi intrappolati nella stalla semidistrutta: un'asina, due caprette fonte preziosa di latte fresco, e alcune galline che scandiscono il tempo col loro chiocciare mattutino.

Altri personaggi si affacciano brevemente sulla scena, come la soldataglia spagnola responsabile anni prima di grandi tagli di alberi e taluni amministratori delle comunità, conniventi con altri personaggi locali non meno terribili distruttori di boschi di quelli venuti in armi da tanto lontano. Impossibile non pensare ai messaggi che indirettamente queste voci lanciano a noi, dal lontano passato, perché rivivendo gioie e dolori di chi ci ha preceduti, riflettiamo anche sulle nostre responsabilità presenti.

Ingresso libero - prenotazione posti (max 4) Ufficio Turistico di Cuneo via Roma 28 tel. 0171.693258 mail turismoacuneo@comune.cuneo.it

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