Cinema

Ambin, la roccia e la piuma

   Cinema Monviso
   19 Maggio ore 21:00
Immagine tratta dal documentario di Fredo Valla

Proiezione del documentario di Fredo Valla, ospite in sala il regista Fredo Valla

La camera vola e ronza, con l’occhio sulle montagne... Ciò che vediamo (o crediamo di vedere), che si specchia nell’obiettivo lassù e si riflette nei nostri occhi, è il Massiccio d’Ambin: un acrocoro, un deserto d’alta quota sul confine fra l’Italia e la Francia che l'aridità del mutare del clima colora nei toni dell'ocra. Quindici cime oltre i tremila metri. E laghi e roccia e ghiacciai... Crepacci come tagli che l’artista dei tempi caldi ha affondato (e disegnato) nel poco ghiaccio che resiste al cambiamento climatico.

Ma è davvero l’Ambin? O la sua apparenza?
Ciò che la montagna mostra di se all’obiettivo è il vero, il vasto Ambin? O il vero Ambin è altro e altro ancora. È immagine che muta nelle stagioni, nelle ere geologiche, nei tempi dell’uomo?

A esplorarlo, l’Ambin si rivela coscienza del nostro presente. Immagine riflessa nelle memorie del nostro passato. Si rivela ostacolo, montagna di inciampo e transito ai cammini dell’uomo: barriera e snodo. Luogo ostile e di ostilità, di fortezze e cannoni puntati, ma anche di pacifici sport, di esplorazioni di ghiacci e vette, e di boschi e di vacche, latte e formaggi. Nella sua memoria di sasso e di ghiaccio, nella sua vastità, l’Ambin, arso di questi nostri tempi di mutazione climatica, conserva l’immagine di eserciti e condottieri a cavallo, persino di elefanti, e passaggi di santi, di artisti, di papi... e giornate di sole, di vento, di neve, di tormente e valanghe, di antichissimi mari, e di pellegrini in viaggio... di colori bruciati, di sole, di acqua, di secchezza, di contrabbandieri, di cacciatori, fuggitivi e migranti... di animali sopravvissuti nella leggenda e nel ricordo. Persino di incontro (e scontro) di lingue: d’oc, francoprovenzale, italiano, francese... piemontese. Montagna vasta, l’Ambin: di confini aperti, di confini chiusi... perché l’Ambin è, non è... perché l’Ambin è... la montagna delle complessità.

Entrata libera, fino a esaurimento posti.

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